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Figli all'università? Risparmiare si può

Figli all'università? Risparmiare si può

Settembre è un mese in cui molti genitori si trovano alle prese con l’avventura universitaria

dei propri figli. Per tale motivazione è opportuno fare chiarezza richiamando alcune

norme che possono consentire un certo risparmio in sede di dichiarazione dei redditi. Il

D.L. 16 ottobre 2017, n. 148 (Collegato Fiscale alla Legge di Bilancio 2018) ha infatti

introdotto alcune importanti novità in tema di detrazioni fiscali. Tra queste, la più rilevante

riguarda certamente l’estensione del risparmio d’imposta per gli studenti fuori sede che

siano residenti in zone montane o disagiate e frequentino un’Università ubicata in un

Comune distante almeno 50 Km dall’indirizzo di residenza. In aggiunta, è stata abolita la

previsione secondo la quale il Comune di ubicazione della sede universitaria debba essere

situato in una provincia diversa da quella di residenza dello studente. Per gli studenti che

non abitano in zone montane o disagiate la distanza della sede universitaria deve essere

di almeno 100 Km. La detrazione massima spettante è pari al 19% di € 2.633,00 (ovvero €

500) e va rapportata alla percentuale di titolarità del contratto, nel caso in cui lo stesso sia

cointestato tra più soggetti, indipendentemente dal fatto che i conduttori posseggano tutti i

requisiti per usufruire del beneficio. Qualora la detrazione riguardi i contratti di ospitalità, la

stessa è ammessa anche se la somma da corrispondere comprende, senza

individuazione di uno specifico corrispettivo, servizi quali la somministrazione di pasti

(mense) e l’erogazione di servizi di pulizia. In merito l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che

in presenza di due figli universitari (fiscalmente a carico di entrambi i genitori), titolari di

due distinti contratti di locazione, ciascun genitore potrà beneficiare della detrazione

sull’importo massimo di euro 2.633,00 (importo complessivo che prescinde dal numero dei

familiari fiscalmente a carico che frequentano l’università). Di contro, il diritto alla

detrazione non spetta invece nel caso di subcontratto attesa l’impossibilità di interpretare

estensivamente la previsione di legge in commento la quale non prevede, tra gli schemi

contrattuali, quello della sub locazione.

 

Giovanni Maiorana/RCB